martedì 11 dicembre 2012

Intervista a Luca Palazzi (A.S.D. Arcieri Orione)

Iniziamo una nuova rubrica su questo blog con le interviste ai campioni di casa nostra, quelli, che ottengono grandi risultati ma che non hanno una grande visibilità a livello mediatico. Quelli che conducono una vita "normale" come tanti di noi che tra famiglia, lavoro ed i mille problemi quotidiani, impegnano il loro tempo libero a coltivare uno sport, con passione, con dedizione, anche con sacrifici, alla continua ricerca della pulizia del gesto tecnico.

Luca Palazzi è un arciere in forza alla A.S.D. Arcieri Orione di Casagrande (RE).
Un ragazzo come tanti: un lavoro, fa l'elettricista; una ragazza, Giada, anche lei arciere che "mi sopporta e mi supporta", dice Luca, "nei miei continui impegni tra lavoro e palestra e, soprattutto, è sempre presente nei momenti difficili".
E come sempre, dove c'è un ragazzo che si impegna, lavora e pratica sport a livello agonistico dietro c'è anche una famiglia che ha ed ha avuto una parte importante nella sua vita e l'ha avuta in particolare in passato quando, all'età di 14 anni, ha iniziato a praticare il tiro con l'arco e i suoi genitori l'accompagnavano sempre agli allenamenti e alle gare "e che continuano a seguirmi anche ora, impegni permettendo".


A che età ha iniziato lo sappiamo già, ma perché proprio il tiro con l'arco?

Avevo smesso di giocare a calcio e di fare judo e volevo provare qualcosa di nuovo. Ero indeciso tra il tennis e l'arco poi in una sagra paesana ho provato a tirare e da quel giorno mi son appassionato sempre più fino, dedicandogli sempre più tempo che mi ha permesso di raccogliere risultati importanti.
Perché, praticando il tiro con l'arco con regolarità e con calma, nel nostro sport non bisogna avere fretta e
bisogna avere voglia di allenarsi e di ascoltare una persona, e sottolineo una sola persona, che ti possa insegnare.

Quali sono stati i tuoi migliori risultati o le gare più importanti a cui hai partecipato.

I miei risultati migliori sono: 1290 nel FITA,659 nel 70 mt fatto proprio quest'anno hai campionati italiani a Cherasco, 589 nell'indoor
anch'esso fatto quest'anno e nel campagna dove mi difendo molto bene, il mio record è 368 nel 12+12 e 732 nel 24+24.
Le gare più inportanti a cui ho partecipato sono tutte gare nel tiro di campagna: gli europei di Bjelovar nel 2007 dove mi sono piazzato ventunesimo, ho pagato molto lo scotto di aver vestito per la prima volta la maglia Azzurra, e quindi un po' di emozione di troppo. Poi i mondiali di Visegrad in Ungheria dove son arrivato settimo, gli europei di Montevarchi dove ho vinto l'oro e gli ultimi mondiali in Val d'Isere dove son arrivato nono!
Oltre a questi risultati ho vinto vari titoli italiani e sono due anni consecutivi che sono campione italiano assoluto di campagna.

La domanda è d'obbligo: chi sono i tuoi campioni di riferimento?

Il primo, sicuramente, Michele Frangilli perchè quando ho iniziato a tirare era nei suoi anni migliori e aveva
appena fatto i record mondiali.
Il secondo Andrea Parenti perchè era il più forte nella mia regione e perchè visto che a me piace molto il tiro di campagna, sia Andrea che Michele hanno vinto moltissimo nella specialità e sono i miei punti di riferimento nella specialità e un giorno mi piacerebbe vincere o ottenere risultati ottimi come i loro.

Oltre al tiro con l'arco, pratichi altri sport?

Al momento non pratico altri sport se non giocare a calcetto tra amici....

E come sono le tue sessioni di allenamento?

I miei allenamenti sono molto semplici. Mi alleno tre volte a settimana nel periodo della stagione indoor e quasi tutte le sere durante la  estiva. All'inizio un pò di paglia per cercare le sensazioni migliori poi inizio a curare i particolari su cui stò lavorando molto al momento, e, una volta a settimana, una simulazione di mezza gara. 

Hai un allenatore? Un preparatore?

Purtroppo non ho un allenatore ma ogni tanto mi vedo con la persona che mi ha insegnato la maggior parte di quello che sò nel tiro con l'arco ed è anche merito suo se sono riuscito ad ottenere questi risultati, Nello Rossi. Anzi, lo voglio ringraziare pubblicamente per tutto quello che fa per me.

Parlaci un po' del tuo arco...

Al momento stò tirando con lo Smartriser Xm1 e flettenti MK 1440, la stabilizzazione è una Soma Cex 3.
Il riser è fantastico,è più veloce di quello che usavo prima che era un Hoyt Helix, e perdona molto gli errori (anche non mi sembra che tu ne faccia molti, visti i punteggi, ndr), è silenzioso e non rilascia vibrazioni.
Come frecce, sto utilizzando le Skyart Topaz.

Come è nata la tua collaborazione con i produttori di questo nuovo riser italiano. 

La mia collaborazione con loro ha avuto inizio dopo i campionati italiani targa di Cherasco.

Visto che il riser è nuovo e credo che tutti saranno curiosi di sapere com'è, quali difficoltà hai avuto nel settaggio, quali prove hai fatto, insomma, dicci tutto quello che sai!

Come ti ho già detto lo Smartriser Xm1 è un riser davvero silenzioso e privo di vibrazioni. Non ho avuto difficoltà nella messa appunto dell'arco, anzi, ho solo regolato il tiller pari poi ho iniziato a lavorare sul brace fino a trovare quello con cui lavorava meglio e ho visto che a 9 e 1/4 è quello che al momento per i test che ho fatto va meglio.
Al momento lo stò usando con il liquido di colore giallo, cioè quello con densità media, e devo dire che assorbe benissimo quelle poche, anzi quasi inesistenti, vibrazioni che c'erano prima.
Ho provato lo Smartriser Xm1 anche senza liquido e lavorava ugualmente bene e le vibrazioni erano praticamente nulle.
Una cosa che non ho potuto fare, per ora, è stato di provarlo con flettenti o stabilizzazioni diverse da quelle che uso io.

Hai dovuto cambiare spine delle frecce?

No, non ho dovuto cambiare spine di frecce, quelle che già usavo prima di avere questo riser erano leggermente rigide mentre ora, essendo un riser molto più veloce, le "ha ammorbidite" un pò rendendole perfette.

Se hai un rapporto diretto con i produttori, hai dato loro consigli per migliorarlo o gli invii dei feedbacks?

Si ho un rapporto diretto con loro e ci sentiamo spesso, io gli descrivo le mie sensazioni e come lavora e loro mi consigliano alcune prove e test da fare così assieme stiamo sviluppando al meglio il centrale.

Quali consigli ti sentiresti di dare a chi si appresta ad acquistare lo Smartriser Xm1?

L'unico consiglio che posso dare è di non farsi "spaventare" dal prezzo o di non prenderlo come unico termine di paragone. Sì, è vero, il prezzo è sostenuto ma l'arco vale davvero quanto costa ed è pur vero che sono di quegli acquisti che non fai tutti i giorni ma che lo usi per anni. 
Devo anche dire che non è l'arco che fà i miracoli, e non può certo sostituire gli allenamenti in palestra, ma l'arco è studiato davvero bene, ha delle innovazioni molto interessanti, per esempio le sede dei flettenti e le regolazioni della precarica a scatti.

Prima di lasciarci dicci quali sono i tuoi obiettivi futuri, dati gli ottimi risultati che stai ottenendo.

I miei obbiettivi per il futuro sono di qualificarmi per gli europei campagna e di provare a confermare il titolo vinto due anni fà.
Di fare il meglio possibile hai campionati italiani e provare a vincere il terzo titolo consecutivo assoluto. L'obiettivo più ambizioso sarebbe di qualificarsi per i World Games che si svolgeranno in Colombia.

Avrai un pupazzetto, un gesto scaramantico, qualcosa che ti porti sempre in gara...

Non ho né gesti né oggetti scaramantici che mi porto dietro, io non ci credo in queste cose. Però ho dei tifosi speciali che mi danno tanta forza: la mia ragazza Giada, mio padre Giuliano, mia madre Antonella, mio fratello Cristian e la mia sorellina Silvia, che ha appena iniziato a tirare con l'arco. Poi ci sono i ragazzi della mia società che hanno anche fondato il luca palazzi fan club (lo trovate su Facebook): Matteo, Nicola, Luca, Manuele e tutti gli altri!

Allora in bocca al lupo per tutto e ti lascio con un aforisma di Samuel Johnson che credo sia la giusta chiusura a questa chicchierata e che spero possa essere di stimolo anche per gli altri arcieri: «le grandi opere non si realizzano con la forza, ma con la perseveranza».