di Gian Carlo Casorati
Una piccola lamella metallica attorno cui "girano" tutte le tecniche di tiro
Per parlare del clicker ci vuole coraggio, perché è l’argomento più scottante dell’arcieria. Se se ne parla all’acqua di rosa, con frasi fatte, concetti semplici senza addentrarsi nel cuore dell’argomento tutto fila liscio, ma se si esamina il problema in profondità ci si espone alle critiche più feroci. Ho visto docenti di arcieria additati per tutta la vita come incapaci per aver espresso una certa teoria sul clicker. Tra un gruppo di tecnici e tiratori si può parlare di qualsiasi problema tecnico ma è sufficiente sfiorare l’argomento clicker perché la discussione si accenda. Dal clicker sarebbe meglio stare alla larga. Già quando se ne da la definizione non si è mai d’accordo. Quando abbiamo scritto a sei mani con Spigarelli e Suk il libro sulla preparazione alla competizione non abbiamo mai avuto una discussione, uno screzio, ma quando siamo arrivati al clicker sono stati dolori. Per vari giorni non siamo riusciti ad andare avanti di una pagina e per chiudere l’argomento abbiamo dovuto raggiungere dei compromessi. Sembra impossibile che una linguetta metallica possa essere oggetto di tante discussioni. Di tutto ciò che è montato sull’arco è in effetti il congegno più semplice, se raffrontato al mirino, alla bilanciatura, ai vari accessori eppure conta mille volte di più. La sua importanza sta nel fatto che, a differenza di tutti gli altri dispositivi è l’unico che, da come lo si utilizza, determina la tecnica di tiro. Sapendo quanto la materia sia controversa, seguo da anni tutto ciò che succede ai vertici per studiarne l’evoluzione.
Una piccola lamella metallica attorno cui "girano" tutte le tecniche di tiro
Per parlare del clicker ci vuole coraggio, perché è l’argomento più scottante dell’arcieria. Se se ne parla all’acqua di rosa, con frasi fatte, concetti semplici senza addentrarsi nel cuore dell’argomento tutto fila liscio, ma se si esamina il problema in profondità ci si espone alle critiche più feroci. Ho visto docenti di arcieria additati per tutta la vita come incapaci per aver espresso una certa teoria sul clicker. Tra un gruppo di tecnici e tiratori si può parlare di qualsiasi problema tecnico ma è sufficiente sfiorare l’argomento clicker perché la discussione si accenda. Dal clicker sarebbe meglio stare alla larga. Già quando se ne da la definizione non si è mai d’accordo. Quando abbiamo scritto a sei mani con Spigarelli e Suk il libro sulla preparazione alla competizione non abbiamo mai avuto una discussione, uno screzio, ma quando siamo arrivati al clicker sono stati dolori. Per vari giorni non siamo riusciti ad andare avanti di una pagina e per chiudere l’argomento abbiamo dovuto raggiungere dei compromessi. Sembra impossibile che una linguetta metallica possa essere oggetto di tante discussioni. Di tutto ciò che è montato sull’arco è in effetti il congegno più semplice, se raffrontato al mirino, alla bilanciatura, ai vari accessori eppure conta mille volte di più. La sua importanza sta nel fatto che, a differenza di tutti gli altri dispositivi è l’unico che, da come lo si utilizza, determina la tecnica di tiro. Sapendo quanto la materia sia controversa, seguo da anni tutto ciò che succede ai vertici per studiarne l’evoluzione.
