martedì 19 giugno 2012

Tre arcieri in quindici minuti

di Ty Pelfrey

Ricordate il primo arco? Le prime frecce che avete avuto, probabilmente potete anche visualizzare il bersaglio, il paglione o il ceppo su cui avete tirato la vostra prima freccia... e la persona che vi ha introdotto a questo sport.
Sono grandi ricordi e devono essere stati momenti divertenti tanto da alimentare la vostra conseguente esperienza di tiro.


Gli arcieri che imparano vogliono avere successo, indipendentemente dal fatto che abbiano otto o ottant’anni desiderano mettere una freccia nel centro, prima è meglio è.
Il mio obiettivo non dichiarato è quello di usare quel primo centro come esca per portare un altro principiante in questo sport.
Quindi, qual è il modo più veloce ed economico per coinvolgere i neofiti e impostare il successo immediato?



Durante gli ultimi cinque anni ho avuto l’opportunità di condividere il mio amore per il tiro con l’arco con centinaia di persone, dagli adulti ai bambini. Mi diverte guardare gli allievi mentre tirano le loro prime frecce, è sempre un momento magico. Il trucco sta nell’impostare le basi per il successo e stimolare il desiderio di incoccare un’altra freccia. La prima sessione di tiro non è il momento per discutere le sfide del tiro con l’arco. Ogni arciere stagionato conosce la lunga scalata dal livello di principiante a intermedio e i costi richiesti in termini di tempo e denaro per progredire da intermedio ad avanzato. I principianti hanno semplicemente bisogno di sapere come mettere una freccia nel giallo!

Ci sono molti approcci per mirare con un arco e metodi testati per insegnare le abilità necessarie. Quando combinate queste variabili con un’ampia scelta di attrezzatura da tiro, decidere da dove iniziare può essere difficile. Il mio budget alla Gray Avenue Middle School era limitato (il preside avrebbe messo insieme ogni fondo che avessi reperito), quindi avevo bisogno di trovare le mie risorse se volevo realizzare un corso di tiro con l’arco in questa scuola pubblica.

Ho avuto supporto dal Native American Education Program, diretto da un Jim Graham molto comprensivo e solidale. Duemila e cinquecento dollari dopo avevo pagato quindici archi ricurvi, da venti a trenta libbre, duecento frecce d’alluminio impennate, quattro paglioni Whitetail, una rete di sicurezza e una scatola piena di parabracci, paraseni e pattelle.
Ho costruito i cavalletti nella falegnameria della scuola ed ho convinto il preside a darmi una classe da trasformare in un campo indoor. Sono fiero di dire che The Gray Avenue Archers hanno tirato nella stanza 22 negli ultimi cinque anni e che il tiro con l’arco è parte del curriculum scolastico. E’ una delle classi più popolari al campus, credo, grazie alla sensazione di successo degli studenti.


Ora non c’è più alcun segreto su come ho creato una contesto positivo. Ho messo gli allievi a cinque metri da un bersaglio da 80 cm e ho dato loro alcune istruzioni base, incluse quelle per trovare l’occhio dominante, la posizione dei piedi e come mettere un paraseno; poi dimostro esattamente cosa faranno nei prossimi quindici minuti.

Insegno a tre studenti alla volta. Sulla linea di tiro stanno distanti tra di loro circa un metro e venti, ognuno davanti al suo bersaglio. Gli altri venti ragazzi che rimangono nella mia classe siedono comodamente dietro di noi guardando e ascoltando attentamente (non sapendo chi sarà i prossimo). Ho trovato che avere gli allievi che mi guardano insegnare ai compagni permette loro di visualizzare ciò che mi aspetto riguardo alla posizione del braccio dell’arco, alla trazione, alla posizione dei piedi e all’ancoraggio. Il parabraccio e la pattella non sono un optional!
Un livido su un braccio causato da una corda che oscilla nel loro primo tiro rovina quasi l’esperienza dei miei piccoli arcieri.
Due tecniche di insegnamento hanno favorito un’esperienza di tiro positiva: la rotazione del braccio e l’allineamento all’ancoraggio. Prima che i ragazzi tocchino un arco, faccio loro rilassare il braccio dell’arco e tenerlo disteso floscio lungo il fianco.
Poi ruoto l‘omero dell’allievo, alzo il braccio fino a portarlo parallelo al pavimento e ruoto il polso in modo che la mano possa tenere l’arco. Gli studenti notano che il loro gomito sporgente svanisce davanti ai loro occhi.
Successivamente premo sulla loro mano spingendo il braccio dell’arco assicurandomi che capiscano che esso deve essere saldo. Dopo metà del tempo il loro gomiti ruotano come il braccio quando viene aggiunta pressione (simulando un arco completamente aperto) e ho bisogno di rifare velocemente l’intero procedimento.
Li faccio esercitare a mettere il braccio nella giusta posizione mentre insegno agli allievi successivi. A tre principianti occorrono circa tre minuti per imparare come tenere il braccio davanti.

In seguito con quelli che presto saranno arcieri lavoro sull’allineamento.
Rimanendo dietro ad ognuno gli chiedo di mettere in fuori il braccio davanti come se stessero tenendo un arco.
Spiego che andrò a spingere sulla loro mano e sul gomito, se a loro non dispiace. Poi faccio fare un pugno con la mano d’arco e faccio mettere la mano dell’ancoraggio sul viso.

Mi assicuro che il gomito di corda sia dietro la testa. Poi gentilmente faccio pressione con le mie mani sul gomito di corda e sulla mano d’arco comprimendoli. 
Nove volte su dieci il gomito si posiziona con un angolo verso destra con il braccio dell’arco. I ragazzi dicono “Aspetta a farlo di nuovo!”. Il secondo tentativo di solito dà un braccio davanti ben fermo, un saldo ancoraggio e un buon allineamento. 
E’ bello insegnare questo sulla linea di tiro con tre persone perché loro si guardano a vicenda sapendo di essere i prossimi. Migliorare la concentrazione, con un po’ di ansia positiva, è sempre un’ottima cosa nell’insegnamento. Per questa parte occorrono tre minuti buoni per tutto il gruppo.
Successivamente gli studenti aprono sempre l’arco, senza freccia, men- tre io sto di fronte a lori, si esercitano a fare la trazione e mirare ai miei occhi, senza freccia, in modo che io possa vedere il loro allineamento. Io dò dei consigli “Sposta il gomito dietro la testa, allinea la corda sugli occhi, aggancia il pollice della mano di corda sotto la mandibola”. In un piccolo gruppo posso fare questo lavoro individuale, che si è dimostrato essere molto efficace. Faccio aprire l’arco una dozzina di volte prima che mettano una freccia sulla corda (in verità la prima freccia la incocco io). Tre minuti buoni di istruzioni.

Nel mio insegnamento utilizzo un approccio con lo string-walking per una preferenza personale verso la disciplina, e perché esso permette ai principianti di avere un punto di mira. Ho un poster sul muro che mostra ciò che gli studenti dovrebbero vedere quando guardano lungo la freccia. Quell’immagine è importante per preparare il terreno. I ragazzi naturalmente mettono la punta della freccia sul centro del bersaglio, il ché dà loro un riferimento per la mira.
Presto imparano a muovere la mano verso il basso per far andare le frecce più basse sul bersaglio e ad avvicinare le dita alla cocca per alzare il punto d’impatto delle frecce.
Quando dico “E’ tempo di tirare” posso vedere l’aspettativa e l’eccitamento sul viso del tiratore. “Tireremo tre frecce”.
Faccio prendere la corda due pollici sotto al punto d’incocco e metto una freccia sulla corda di ognuno. “Mettete il vostro braccio dell’arco dritto in fuori, aprite l’arco, mettete la punta della freccia sul giallo, rilasciate!”. Colpo, pacca, botta!
Tre frecce colpiscono il bersaglio e ci sono sempre dei sorrisi e delle teste che si girano per vedere se tutti hanno visto i loro grandi tiri.
Naturalmente ho predisposto la situazione in modo che fosse un successo, ma loro sono completamente presi e prima di tirare la seconda freccia mostro come incoccarla.
La terza feccia la mettono da soli. Servono circa cinque minuti per tirare le frecce e andarle a recuperare dal paglione.
Ci sono sempre sorrisi spontanei, applausi dalla folla e visi raggianti che chiedono “Posso farlo di nuovo?”. E’ una cosa che adoro.

E’ difficile la danza tra l’arciere principiante e i muscoli non abituati che ballano la musica non familiare di un arco ricurvo, ma con l’esercizio costante, le istruzioni base e superata la paura del fallimento del principiante si sfuma nella sicurezza di un arciere allenato. Col passare del tempo la distanza nella nostra classe si sposta a dieci metri e il cerchio del dieci si riduce a quello di dieci centesimi fotocopiati come bersaglio. Finiamo la lezione tirando alla corda di un aquilone tirata di fronte al paglione, con i ragazzi che attaccano la corda al bersaglio. Questa è concentrazione.
Sebbene il materiale sia basilare, archi ricurvi con rest di gomma e frecce di alluminio guidate da una pattella a tre dita utilizzando un sistema di mira “a punto”, l’introduzione allo sport è un’esperienza positiva e di successo. Spero che sia una di quelle cose che li farà divertire, che ricorderanno per tutta la vita e che li porterà a scegliere il loro futuro arco, il loro stile di mira e le sfide di tiro quando si chiameranno con orgoglio arcieri.


Fonte: Archery Focus